Un pranzo dopo le feste

La domenica assolata d’inverno dalle nostre parti è il giorno ideale per la melliflua seduzione di sdraiarsi sulla sabbia a far asciugare le ossa.
Volendo si rimane fino a pranzo e magari oltre ma, detto tra noi, sono scelte troppo spesso accompagnate da un eccesso di zelo e fiducia nell’ordine cosmico.
Poi c’è un’altra via, meno battuta ma certamente non meno affascinante. La via che porta un po’ più lontano dal mare, magari da Sonia e Max.
Il giardino accoglie e sarebbe capace di donare momenti di pace totale specie al tramonto. L’ambiente è curato nel dettaglio ma per nulla lezioso, ogni aspetto visivo viene lasciato a libera interpretazione.
Sonia seleziona vini naturali e subito cominci a respirare meglio, così la domenica diventa davvero il giorno della vacanza, della mancanza di preoccupazioni.
E poi c’è la cucina di Max, ispirata, travolgente, scanzonata e spesso irriverente ma mai supponente.
Un’esperienza sensoriale completa, prolungata, un’apertura al percorso infinito dei suoi piatti e dei suoi viaggi.
Stai lì seduto e immagini tutto quello che hanno visto quegli occhi profondi, poi torni a casa ripensando a quanto è semplice vivere bene.

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